Tutto è iniziato da una denuncia del presidente della federazione danese di calcio, Jim Stjerne Hansen, che non ha gradito la gioia, intessuta di grande fervore religioso, mostrata dai giocatori brasiliana nel finale della Coppa intercontinentale 2009 in Sudafrica.(Tra l'altro, la sera della finale, io ero in pizzeria con degli amici dove c'era un maxischermo e tutti i presenti sono rimasti positivamente colpiti da quel momento forte in cui tutta la squadra brasiliana, allenatore e collaboratori compresi, si sono inginocchiati in cerchio, indossando magliette con il nome di Gesù, ed hanno pregato per ringraziare).
“L'espressione di fervore religioso dei brasiliani è durata troppo tempo”, ha dichiarato Hansen in quell'occasione, e ha creato “confusione tra religione e sport”.“E' inaccettabile”, ha indicato in un commento inviato alla Federazione internazionale di calcio, la FIFA.
Per il presidente della federazione danese, “non c’è posto per la religione nel calcio”, per cui ha sollecitato l'intervento della FIFA per evitare il “pericolo” che in futuro una partita di calcio possa trasformarsi in un evento religioso.
Blatter, presidente della FIFA dal 1998, ha ammonito i giocatori brasiliani per il loro gesto e si è impegnato a evitare ogni manifestazione religiosa nei prossimi Mondiali di calcio, che si svolgeranno in Sudafrica nel 2010.
Il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport,Edio Costantini, in un comunicato emesso dopo il severo ammonimento ai brasiliani per il loro modo di esprimere la propria fede religiosa negli stadi,ha voluto difendere l'espressione dei gesti religiosi nel calcio.
“Ritengo che proprio il progressivo svuotamento di valori etici e religiosi sia il responsabile della deriva morale di cui il calcio, e lo sport in genere, è ormai vittima”, segnala nel comunicato.
“Violenza, doping e razzismo: ecco gli effetti deleteri dello sport 'laicista'”, ha aggiunto.
Per quanto mi riguarda,sono assolutamente d'accordo.




