Periscopio


I delitti del solleone


La donna è spesso vittima di delitti estivi a sfondo sessuale

L’estate costituisce da sempre la stagione dei delitti. Quando il clima si surriscalda e la colonnina di mercurio impennandosi segna valori tipici da solleone mediterraneo, ecco spuntare i primi macabri rinvenimenti di morti ammazzati in modo violento, spesso efferato. Ricorrentemente le vittime di questi ferali episodi di cronaca nera sono donne e quasi sempre sono il sesso e la violenza sessuale a costituire il movente della consumazione del reato, causa di improvviso raptus omicida. Tuttavia non sempre c’è lo zampino della dea Venere in questi misfatti, mentre comune denominatore restano le temperatura stagionali molto elevate, causa di stress e di una minore efficienza – secondo gli esperti – dei centri nervosi che governano le pulsioni aggressive. In sostanza con le elevate temperature ambientali il livello individuale di autocontrollo subirebbe un drastico ridimensionamento, tanto da spingere i soggetti più vulnerabili e violenti ad una maggiore impulsività di comportamenti ed azioni. Ma vediamo di ricordare gli episodi di cronaca nera che d’estate hanno imbrattato di sangue i media, notoriamente a corto di notizie in periodo di solleone e quindi sempre ben disposti a concedere tanto spazio a questa tipologia di fatti che suscita la curiosità morbosa di molti potenziali lettore e acquirenti della carta stampata.

IL CASO DELLA SKIPPER - Il 28 giugno 1988 il corpo senza vita della skipper Anna Rita Curina, 31 anni, viene recuperato al largo di Senigallia, impigliato nelle reti di un peschereccio. La vittima di quello che diventa il “delitto del catamarano” aveva preso il mare qualche giorno prima con il suo omicida, Filippo De Cristofaro, 34 anni, poi condannato all'ergastolo, che voleva fuggire ai Caraibi con la giovane amante olandese.
IL CASO DI VIA POMA - Il 7 agosto 1990, a Roma, in un ufficio di via Poma, viene trovato il corpo di Simonetta Cesaroni, nuda e colpita da 29 colpi di tagliacarte quando forse era già morta. I sospetti si accentrano sul portiere che però viene subito scagionato. Tra sospetti e colpi di scena spesso falsi, le indagini vanno avanti per anni e anni e sono ancora aperte. Il colpevole però non è ancora stato trovato.
IL DELITTO DI CLUSONE - L'1 agosto 1993, a Clusone (Bergamo), Laura Bigoni, 23 anni, è uccisa a coltellate nella sua casa di vacanza. Il suo cadavere è trovato su un materasso bruciato, forse nel tentativo di cancellare le tracce dell'omicidio. L'ex fidanzato, condannato in primo grado, sarà definitivamente assolto e l'omicidio è ancora impunito.
GLI ORRORI BRESCIANI - Mese d'agosto terribile a Brescia dove avvengono numerosi delitti efferati. In uno di questi, nel 2006, la vittima è una studentessa di 23 anni, Elena Lonati. Il suo corpo è trovato il 20 agosto, due giorni dopo la scomparsa, avvolto in sacchi di plastica, piegato e incastrato nella scaletta di un vecchio pulpito inutilizzato di una chiesa nel quartiere di Mompiano. Il 21 agosto si costituisce il sacrestano cingalese, che verrà condannato a 18 anni e 4 mesi.
IL DELITTO DI GARLASCO - Il 13 agosto 2007 il corpo di Chiara Poggi, 26 anni, viene trovato nella sua abitazione di Garlasco (Pavia), con il cranio fracassato. A trovare il corpo della giovane è il fidanzato, Alberto Stasi, che sarà indagato per il delitto.
L'OMICIDIO DI LLORET DE MAR - Scomparsa dalla località balneare spagnola la notte del 30 giugno 2008, il 7 luglio il corpo di Federica Squarise, 23enne di Padova, viene ritrovato in un parco. Era in vacanza con un'amica, la prima a dare l'allarme della scomparsa. Victor Diaz Silva, urugayano, l'ultimo uomo ad aver visto Federica viva, dopo qualche giorno di latitanza, si presenta alle autorità confessando di aver strangolato la ragazza.
DELITTO DELL'AMIATA - La sera dell’10 luglio 2008 (data ancora da verificare) Silvana Abate, un’ex-imprenditrice 72enne, viene uccisa a coltellate nella sua villa a Montelaterone (Arcidosso), sul Monte Amiata. Indagato un attore irlandese 43enne, Paudge Rodgers Behan. Ascoltati i quattro figli della donna.
DELITTO DI BERGAMO - Il pomeriggio del 24 luglio 2008 Maria Grazia Pezzoli, 45 anni, moglie di un imprenditore, viene trovata morta con la gola tagliata nella sua abitazione/studio a Vertova (Bergamo). Interrogati alcuni ex dipendenti della ditta Val.Cop, diretta dalla vittima insieme al marito Giuseppe Bernini.
DELITTO DI CANOSA DI PUGLIA – sabato 2 agosto 2008 un uomo di 32 anni, Giovanni Valentino, appena rientrato dal viaggio di nozze, massacra a martellate e per futili motivi a Canosa di Puglia (Bari), moglie e suocera rispettivamente di 32 e 60 anni. Il delitto è scatenato dalla volontà della moglie, Lucia Di Muro, di lasciare il marito a seguito di ripetuti contrasti coniugali.

Molti di questi delitti consumati d’estate hanno, come accennato, una matrice sessuale. L’estate nell’immaginario collettivo è la stagione del divertimento, della trasgressione, di un corpo più libero e svestito del solito, di eccessi vacanzieri di vario tipo che terminano con il ritorno a casa ed il rientro nella sobria routine quotidiana. Questi luoghi comuni, sublimati dall’odierna società dei consumi sempre più a corto di valori morali, etici e spirituali ed incline all’edonismo ed alla totale liberalizzazione di comportamenti e costumi, sono una ulteriore causa psicologica dell’affievolimento dell’autocontrollo individuale sulle pulsioni, dell’emergere prepotente ed improvviso di una istintualità ordinariamente sopita dalla ragione e dalle convenzioni sociali. Non sempre però la fantasia ed i vagheggiamenti onirici sono in grado di sposarsi con la realtà, ed allora accade il fattaccio che guadagna le prime pagine dei media.

I delitti dell’estate sono in genere consumati con armi improprie, tra le quali prevale nettamente il coltello.

Nel 2006 - secondo il rapporto Eures-Ansa sull'omicidio volontario in Italia - sono stati conteggiati 145 assassini (l'anno prima furono 119): di questi 61 sono avvenuti in famiglia; 37 tra conoscenti; 18 riconducibili alla criminalità comune; 8 tra vicini di casa; 8 tra sconosciuti; 4 negli ambienti della criminalità organizzata; tre per motivi di lavoro o rapporti economici; 6 per cause diverse. La stessa ricerca mostra che il coltello è l'arma preferita dagli stranieri: nel 2006 l'arma da taglio è stata usata da italiani in 69 omicidi su 256 (27,5%); per gli stranieri i casi sono stati 48 su 96 (il 50%).

Il criminologo Prof. Francesco Bruno Il coltello è un'arma tipicamente virile e facilmente a disposizione per i cosiddetti “delitti impulsivi” che aumentano sensibilmente nel periodo estivo. Il criminologo Francesco Bruno ha spiegato così agli organi di informazione, perché l'uso del coltello sia ricorrente in molti omicidi recenti. D'estate – osserva Bruno – cresce il numero dei delitti dovuti a raptus. Nelle persone che hanno malesseri mentali o disagi psichici il caldo feroce induce uno stato di sofferenza per la corteccia cerebrale che agisce come freno inibitore degli impulsi. Nel caso di una lite domestica, poi, il coltello è facilmente a portata di mano. Non è un caso se nella maggior parte degli omicidi non premeditati sia l'arma più usata per colpire l'avversario. Il coltello, secondo il criminologo, è tipico della società maschile. E' un simbolo fallico – spiega Bruno – con il coltello si penetra come si vorrebbe fare in altri modi. Nello stupro, quando una donna resiste, il coltello finisce per essere usato come alternativa. La sua connotazione “virile” è dimostrata anche dal fatto che nel 1800 era l'arma privilegiata dai briganti, dalle bande di criminali, dai perdigiorno nelle osterie, nei duelli rusticani. Quanto più il coltello era grande – sottolinea Bruno – tanto più era segno di potenza, con un preciso simbolismo. Il coltello è l'arma con cui è stata uccisa a Perugia Meredith Kercher: non c'è dubbio che sia stato un delitto di impulso – afferma Bruno – in seguito all'affievolimento delle capacità mentali dovute all'uso di droghe o di altre sostanze, come l'alcol.

Non sappiamo quale stagione dell’anno ispirasse maggiormente la nota giallista britannica Agatha Christie, ma certamente se oggi la signora Christie fosse ancora in vita, d’estate avrebbe attinto materiale ed ispirazione per scrivere tanti nuovi romanzi di successo. L’estate odierna infatti è sempre più teatro di storie orride ed intricate, di triller e gialli da dare in pasto ad una opinione pubblica affamata di questo genere di notizie horror.

Certezza e severità della pena, quale deterrente dei crimini efferati Non è retorico considerare che se oggi si uccide di più, si stupra di più, ci si appropria indegnamente ed in modo violento di esistenze che non ci appartengono, questo è da mettere in relazione con una perdita assoluta di valori. I valori in ogni società civile dovrebbero costituire un baluardo sociale di serena convivenza; indicare il confine tra il lecito e l’illecito, il bene ed il male. Demarcare il limite invalicabile tra la propria e l’altrui libertà.

In passato – testimoniano i più anziani – certi fattacci avvenivano di rado e quando accadevano facevano così tanto scalpore da restare per mesi sulla bocca della gente. Oggi noi siamo talmente avvezzi ad efferati episodi di cronaca nera che si susseguono spesso addirittura con cadenza quotidiana, da non farci quasi più caso. L’indifferenza è la pericolosa anticamera di qualunquismo e disimpegno. Dobbiamo invece ritrovare una forte determinazione sociale, perché certi episodi possano rivestire il peso che effettivamente hanno. La vita umana è sacra ed ogni volta che si attenta ad essa, viene commesso un crimine gravissimo che è bene punire adeguatamente, perché la punizione certa ed adeguata possa costituire un concreto deterrente alla reiterazione del reato. Non sarà che alla diffusa perdita di valori da parte della società contemporanea si è per troppo tempo sposato un miope permissivismo dello Stato – ammantato di inconsistenti motivazioni sociologiche di buonismo e garantismo – che ha finito per tradursi in uno svilimento della percezione di gravità dei crimini contro la persona, attraverso l’erogazione di sanzioni giudiziarie sin troppo miti e spesso incerte?


Francesco Chieppa






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